Care capursesi, cari capursesi,
con gli stessi occhi pieni di amore e coraggio che avevo il giorno in cui sono venuta a vivere a Capurso, mi presento e vi presento la proposta che ho per la città.
Sono nata nel 1983, sono laureata in Economia a Bari con un Master a Roma, e sono giornalista e operatrice culturale anche per progetti internazionali. Sono una lavoratrice, la mia esperienza politica si è svolta sin qui da volontaria.
Ho messo la mia faccia, le mie competenze e la mia passione a disposizione di una coalizione di donne e di uomini con saperi, esperienze e qualità diverse tra loro, ma tutte di altissimo livello, di un progetto per Capurso che parte da una rigenerazione dal basso di tutta la città, a partire dalla sua classe dirigente.
Vi invito pertanto a quattro incontri tematici, con esperti di calibro nazionale, che hanno anche esperienze da amministratori locali nei Comuni vicini, presso il comitato di Via Madonna del Pozzo 33.
Il Comitato è sempre aperto per parlarmi dei vostri sogni per la città, e per conoscere le donne e gli uomini con cui sto percorrendo questo cammino.
Per le strade e i trasporti, che siano un servizio affidabile.
Per una zona industriale che vada oltre il capannone, verso le nuove sfide delle fonti energetiche e del mercato del lavoro, anche di quello digitalizzato e qualificato.
Per attivarsi in favore di un’accoglienza degna e diffusa dei numerosi pellegrini e dei fedeli della Madonna del Pozzo, tutto l’anno.
Per una vita culturale che includa i piccoli progetti, e che consenta a quelli più grandi di essere competitivi su scala regionale e nazionale.
Per il riconoscimento delle nostre tradizioni autentiche anche fuori Capurso.
Per una vera vivibilità degli spazi urbani, anche da parte dei più piccoli, dei giovani e degli amici a quattro zampe, sia in centro che nelle periferie.
Per una migliore accessibilità dei servizi a tutte le famiglie, specialmente quelle che affrontano disabilità e situazioni di disagio.
Per tutte, per tutti, per tutto,
L'idea centrale è che il comune non sia solo un ente amministrativo, ma una casa collettiva. Come in una casa, i cittadini devono trovarvi accoglienza, sicurezza, affetti e un legame profondo con il territorio.
La "cura" non deve essere un intervento straordinario o isolato, ma un valore condiviso e quotidiano che crea comunità.
Prendersi cura degli spazi, della storia, delle persone, degli animali e dell'ambiente significa rafforzare il senso di appartenenza: il paese "ci appartiene" nel momento in cui ce ne occupiamo.
Amministrare significa tradurre la "cultura della cura" in provvedimenti concreti, garantendo che nessuno si senta solo e che ogni elemento della vita cittadina sia valorizzato.
Presso il comitato di Via Madonna del Pozzo 33
Sono nata il 19 Aprile del 1983, a Bari, figlia di Anna, nonna, pittrice e poetessa, e Luigi, infermiere in pensione.
A quindici anni, ho iniziato a lavorare come bracciante agricola nelle vigne. Ho continuato fino al 2006, mentre erano in pieno corso i miei studi universitari in Economia delle Amministrazioni Pubbliche e Istituzioni Internazionali all’Università degli Studi di Bari. In seguito, ho frequentato un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo presso Il Sole 24 Ore, a Roma, mentre lavoravo.
Appena terminati gli studi universitari, ho iniziato a lavorare in un’azienda di ricerche di mercato, seguendone l’amministrazione e il controllo di gestione per le filiali di Bari, Roma, Milano e Atene. Successivamente, ho lavorato per quasi dieci anni in una grande azienda manifatturiera, coordinando mezzi e risorse. Nel 2015, il progetto di ricerca sartoriale che ho coordinato nell’ambito di un PIA regionale ha conseguito la pubblicazione tra i finalisti del Compasso d’Oro. Nel frattempo, ho iniziato a occuparmi di progetti culturali, anche internazionali, facendolo diventare nel tempo il mio lavoro.
Sin da piccola, ho coltivato l’interesse per la politica e per la società. Non è mai stato solo un interesse teorico, ma l’ho sempre trasformato in azione: sono stata componente della Consulta Provinciale Studentesca nell’Anno Scolastico 1999-2000, e in prima fila nelle manifestazioni contro il depauperamento del valore della scuola per la comunità.
Non ho mai smesso di informarmi, di leggere, di andare in piazza, anche da sola. Nel 2018, ho aderito all’associazione politica La Giusta Causa, in cui sono componente dell’Esecutivo e coordinatrice del tavolo per i diritti civili e le politiche di genere.
Mi candido come Sindaca per il Comune di Capurso per rigenerare dal basso tutta la città, partendo dalla classe dirigente. Il mio è un progetto che punta alla gestione condivisa, trasparente ed equa della cosa pubblica, al fine di valorizzare le qualità che la città possiede e che meritano di essere espresse, senza al contempo lasciare indietro nessuno.
- Beatrice Zippo
Vota Beatrice Zippo sindaca presentandoti al seggio con documento di riconoscimento e tessera elettorale, e tracciando un segno sul nome. Puoi esprimere anche il voto di lista barrando uno dei simboli della Coalizione e fino a due preferenze per i candidati consigliere, di genere diverso.
Casa Democratica e Capurso in Movimento sono le liste che sostengono Beatrice Zippo come sindaca di Capurso alle elezioni amministrative del 24-25 maggio 2026.
Abbinante Rocco
Buono Nicola
Calisi Antonello
Campanella Raffaele
Capobianco Antonella
Carella Giovanni
detto Gianni
Caruso Marco
Castellano Stella
Cimmarusti Giovanni
Deninno Anna
Di Tullio Crescenza
detta Cresy
Dongiovanni Giuseppe
Falba Elettra
Martinelli Francesco
Palella Giacoma
detta Jenny
Pontrelli Palma Stefania
detta Stefania
Filieri Maurizio
Cinquepalmi Giuseppe
Ferrara Vincenza
detta Enza
Foggetti Lorenzo
Lo Presti Loredana
Simonetti Giuseppe
Dell’Alba Rebecca
Chieco Giuseppe
Riefolo Maria Antonietta
detta Antonella
Rosvich Luigi
detto Gigi
Marzocca Davide
De Bellis Annamaria
Boezio Domenica
Ruggiero Francesco
Cassano Michela
Colonna Erik
Hai domande per la candidata Beatrice Zippo? Vuoi condividere idee? Scrivile dal modulo qui vicino o all’email: